Mantenimento dei figli: quando è possibile richiedere la riduzione? – Cos’è l’assegno di mantenimento?
L’assegno di mantenimento è la somma di denaro che un genitore è tenuto a versare all’altro per contribuire alle spese di crescita e benessere dei figli quando la coppia si separa o divorzia. È previsto dall’articolo 337-ter del Codice Civile, che stabilisce che entrambi i genitori devono mantenere i figli in misura proporzionale al proprio reddito, anche se non convivono più. L’importo dell’assegno viene stabilito dal giudice, oppure concordato tra le parti e approvato dal tribunale, sulla base di vari fattori: le necessità del figlio, il tenore di vita tenuto durante la convivenza, il reddito e le risorse economiche di ciascun genitore, il tempo di permanenza del figlio presso ciascun genitore. Quindi riguardo al mantenimento dei figli, quando è possibile richiedere tale riduzione?
Mantenimento dei figli, quando è possibile richiedere la riduzione?
La somma prevista dall’assegno di mantenimento non è immutabile nel tempo; può essere modificata, ridotta o revocata. Il genitore obbligato al pagamento infatti può chiedere una riduzione quando si verifica almeno una delle seguenti condizioni:
- perdita o riduzione del reddito, ad esempio per licenziamento, chiusura dell’attività o malattia.
- peggioramento delle condizioni di salute che limitano la capacità lavorativa
- miglioramento della situazione economica dell’altro genitore
- formazione di una nuova famiglia o la nascita di altri figli, che comporta nuovi obblighi economici
- raggiungimento dell’autonomia economica del figlio
Ovviamente la riduzione non è automatica, e affinché ci possa essere questa riduzione bisogna seguire diversi passaggi. Prima di tutto bisogna raccogliere la documentazione e quindi dimostrare i cambiamenti economici con documenti come dichiarazioni dei redditi, bollette, ecc… Dopodiché è necessario presentare la richiesta al giudice richiedendo un suo provvedimento, e infine seguire la procedura.
Esempio pratico
Il signor Marco, dopo la separazione, versa 500 euro al mese alla ex moglie per il mantenimento del figlio minore, come stabilito dal tribunale. Due anni dopo, l’azienda in cui lavora riduce il personale e Marco viene collocato in cassa integrazione, con una perdita del 40% del reddito mensile. Nel frattempo, l’ex coniuge trova un nuovo impiego a tempo pieno con uno stipendio stabile, migliorando la propria situazione economica.
A fronte di questi cambiamenti oggettivi e documentabili, Marco, tramite il suo avvocato, presenta un ricorso al tribunale per la modifica delle condizioni di separazione, allegando:
- le buste paga aggiornate e la documentazione relativa alla cassa integrazione;
- la nuova dichiarazione dei redditi dell’ex coniuge;
- le spese sostenute per il nuovo nucleo familiare (si è risposato e ha avuto un altro figlio).
Il giudice, valutando la diminuzione reale e stabile del reddito e il miglioramento economico dell’altro genitore, dispone la riduzione dell’assegno da 500 a 300 euro al mese, mantenendo comunque l’obbligo di contribuire alle spese straordinarie del figlio. In questo modo, viene garantito l’interesse del minore ma anche un equilibrio equo tra i genitori, in base alle nuove condizioni economiche.
Ruolo dell’agenzia investigativa
Nei casi in cui si voglia richiedere la riduzione dell’assegno di mantenimento, l’Agenzia Investigativa Bunker può fornire un supporto concreto attraverso indagini mirate a documentare la reale situazione economica e familiare delle parti coinvolte. Gli investigatori, operando nel pieno rispetto della normativa vigente (D.Lgs. 196/2003 e Reg. UE 679/2016), possono raccogliere prove e informazioni verificate utili al giudice per valutare la richiesta di riduzione. Le relazioni investigative, corredate da fotografie, testimonianze e documentazione economica, sono redatte in modo da essere utilizzabili in sede legale. Grazie a queste indagini, l’Agenzia Investigativa Bunker offre un supporto fondamentale ad avvocati e genitori, assicurando che la decisione del tribunale si basi su elementi oggettivi, concreti e verificabili, nel pieno rispetto dell’interesse del minore.