Quando è possibile
In Italia, se un genitore separato versa l’assegno di mantenimento al figlio studente maggiorenne, può richiedere all’ateneo informazioni sugli studi, al fine di valutare se continuare tale sostegno. In particolare, il genitore ha diritto di ottenere certificazioni e dati che attestino l’effettiva iscrizione, gli esami sostenuti e le relative date. L’accesso è permesso per valutare se l’obbligo di mantenimento, che include le spese universitarie per figli maggiorenni non economicamente autosufficienti, debba essere confermato, modificato o revocato. È importante sottolineare che questo diritto è limitato: il genitore deve dimostrare un interesse attuale e diretto, legato alla sua esigenza di tutela (ad esempio per la revisione dell’assegno).
I genitori separati possono accedere ai dati universitari dei figli – I limiti
Il diritto di accesso ai dati universitari di un figlio non è automatico e senza vincoli. Il figlio maggiorenne conserva il diritto alla privacy e gli atenei possono rifiutare richieste che travalicano la sfera personale o che non sono pertinenti. In particolare:
- Non sempre è possibile ottenere i voti degli esami: la giurisprudenza ha chiarito che la conoscenza delle valutazioni può essere esclusa, poiché non sempre necessaria.
- Le informazioni richieste devono riguardare elementi “essenziali”: iscrizione, esami sostenuti con date, eventuale titolo di studio.
- L’accesso deve seguire le regole della Legge n. 241/1990 sull’accesso agli atti, che prevede che il richiedente dimostri che la conoscenza dei documenti sia necessaria per curare o difendere un interesse giuridico.
I genitori separati possono accedere ai dati universitari dei figli – Esempio pratico
Nel caso trattato dal Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto con sentenza n. 1116/2025 è stato deciso che un padre separato, che versava l’assegno di mantenimento al figlio studente universitario, potesse richiedere all’università l’accesso a documenti relativi agli studi del figlio maggiorenne. In particolare, l’università aveva negato l’accesso ad alcune informazioni, ma il tribunale ha stabilito che il diritto del genitore, prevaleva per le informazioni pertinenti. Dunque, è richiesto che il genitore abbia un interesse diretto: non serve che sia già in corso un giudizio, ma che la richiesta sia funzionale a valutare se avviarlo. Il bilanciamento che viene fatto è tra il diritto alla riservatezza del figlio e il diritto del genitore alla difesa/controllo dell’obbligo di mantenimento. Non è necessario che il figlio maggiorenne abbia acconsentito in ogni caso: se l’accesso è giustificato da un interesse giuridico del genitore, può prevalere il suo diritto rispetto al dissenso del figlio.
Ruolo dell’agenzia investigativa
In situazioni delicate come quelle che riguardano il mantenimento dei figli , un’agenzia investigativa autorizzata può avere un ruolo fondamentale. Quando un genitore separato sospetta che il figlio non frequenti realmente l’università o non prosegua gli studi con regolarità, può rivolgersi a professionisti specializzati. Le indagini private consentono di raccogliere prove documentali, fotografiche o testimoniali utili in sede giudiziaria per chiedere la revisione o la cessazione dell’assegno di mantenimento. L’Agenzia Investigativa Bunker opera nel rispetto della normativa sulla privacy e del Codice Deontologico, garantendo riservatezza, legalità e accuratezza nella raccolta delle informazioni. Le attività investigative possono includere la verifica della frequenza ai corsi o eventuali attività lavorative non dichiarate dal figlio. Questo supporto professionale permette ai genitori di tutelare i propri diritti economici e di presentare in giudizio elementi di prova solidi e leciti.