Cosa succede all’assegno di divorzio se l’ex ha un altro? – Introduzione
Cosa succede all’assegno di divorzio se l’ex ha un altro? Prima di rispondere a tale domanda è bene fare una premessa e ricordare che cos’è l’assegno di divorzio. Esso costituisce una somma che il giudice può riconoscere a favore dell’ex coniuge, e che, a seguito del divorzio, non abbia mezzi economici adeguati o non possa procurarseli per ragioni oggettive. L’assegno serve quindi a garantire una tutela economica post-matrimoniale, ma non è una rendita vitalizia automatica: deve sempre esserci una valutazione sull’equilibrio economico tra gli ex. Nel corso del tempo infatti la giurisprudenza si è evoluta a riguardo. Per decenni, l’assegno era considerato uno strumento per mantenere il tenore di vita goduto durante il matrimonio. Successivamente, con la Cass. n. 11504/2017, l’assegno serve solo a garantire l’autosufficienza economica del richiedente. Infine, nel 2018, la Suprema Corte ha trovato un equilibrio secondo cui l’assegno divorzile ha doppia natura:
- assistenziale, se l’ex non ha mezzi di sostentamento;
- compensativo-perequativa, se durante il matrimonio ha sacrificato la propria carriera per la famiglia.
Nuova relazione
Ma cosa succede se l’ex ha un altro?
- Nel caso in cui sia presente un nuovo matrimonio, il diritto all’assegno di divorzio si estingue automaticamente e non serve una decisione del giudice. L’ex coniuge non deve quindi più pagare e se l’ex coniuge risposato divorzia di nuovo, non può chiedere la riattivazione dell’assegno precedente. In tale caso perciò si ha una cessazione automatica e l’ex coniuge può fornire al giudice le prove della nuova convivenza stabile e duratura.
- Al contrario, nel caso di una nuova convivenza, la cessazione dell’assegno non è automatica. L’ex coniuge che deve pagare può richiedere al giudice una riduzione o una cessazione dell’assegno. A questo punto, il giudice valuterà l’intera situazione, considerando elementi come: la stabilità e la durata della convivenza, la residenza anagrafica comune, l’esistenza di figli nati dalla convivenza e conti correnti.
- Infine, se l’ex coniuge ha una nuova relazione ma senza convivenza, non si può parlare di un rapporto stabile. Nonostante ciò è comunque possibile che il giudice revochi l’assegno o ne riduca l’importo.
Cosa succede all’assegno di divorzio se l’ex ha un altro? – Conseguenze economiche e giuridiche
La cessazione o riduzione dell’assegno non è retroattiva: vale dalla data in cui è accertata la nuova convivenza. Se il beneficiario continua a percepire l’assegno dopo il nuovo matrimonio, le somme ricevute devono essere restituite, in quanto indebitamente percepite. Non serve la residenza anagrafica: conta la stabilità e continuità del legame. I giudici valutano:
- eventuali figli nati dalla nuova unione
- coabitazione e residenza comune
- bollette o conti condivisi
- spese comuni documentate
- testimonianze
- fotografie o social media
- dichiarazioni fiscali o reddituali
Nel caso in cui fosse chi versa l’assegno ad avere una nuova famiglia, le conseguenze sarebbero diverse: la nascita di nuovi figli o l’assunzione di nuovi oneri familiari può giustificare una riduzione dell’assegno ma non lo estingue automaticamente. L’assegno non viene automaticamente ridotto se chi lo paga convive o si risposa.
Quindi il giudice potrebbe rivalutare le sue capacità economiche e ridurre l’importo se l’obbligo risulta eccessivo rispetto alle nuove condizioni di vita.
Ruolo dell’agenzia investigativa
In caso di sospetta nuova relazione o convivenza dell’ex coniuge, l’intervento dell’agenzia investigativa Bunker può essere decisivo per raccogliere prove valide in tribunale.
L’Agenzia Investigativa Bunker effettua indagini riservate e documentate per accertare la convivenza stabile, la residenza effettiva e l’eventuale sostegno economico del nuovo partner, elementi fondamentali per chiedere la revisione o la cessazione dell’assegno di divorzio.
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